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lunedì 4 agosto 2014

Due chiacchiere con... VERONICA GENTILI!



Questo è un classico social blog for Dummies... lo avete sicuramente capito leggendo qua e là i miei post.
Non ho la presunzione di insegnare nulla, ma cerco di mettere nero su bianco la mia passione per la professione che esercito e da entusiasta di questo lavoro, mi piace circondarmi di gente Competente con la C Maiuscola!

Ecco dunque che oggi sul mio blog ho il piacere di presentarvi un'ospite...
Gli addetti ai lavori la conoscono perfettamente. Una vera forza del marketing online, una conoscitrice profonda dei social network e soprattutto, una persona dal carisma difficilmente eguagliabile.
Sto parlando di VERONICA GENTILI!



Dunque Veronica... partiamo! Prima dell’esistenza dei social, prima di Facebook, Twitter, adv e web 2.0 chi era Veronica?
Veronica era una sorridente pulzella con la passione del marketing, della sociologia e della psicologia, che a 17 anni disse al proprio papà "io voglio fare il tuo lavoro", (mio padre è formatore e consulente in Marketing da 35 anni) . E ho fatto quanto avevo detto, anche se in un ramo più specifico.
Come ti sei avvicinata ai Social Network e quando hai compreso che questi strumenti sarebbero diventati non solo un mezzo di svago, ma soprattutto la tua professione?
Mi sono avvicinata ai Social Network all'età di 13 anni, solo che  15 anni fa la connessione internet costava un bel po' più di adesso e se eri in Rete il telefono era inusabile, quindi ci potevo andare poco e per poco tempo; per anni mi sono limitata a esplorare la Rete e i Social Network in particolare per semplice curiosità. Cosa ci facevano le persone? Cosa le portava a crearsi un'identità on-line e a raccontarsi anche con perfetti sconosciuti? 5 anni fa mi sono resa conto che potevo fare di questa passione il mio lavoro, partendo da una tesi di laurea incentrata sulle implicazioni di Internet e Social Network per bambini e adolescenti.
Il tuo, il nostro lavoro può essere etichettato con diversi nomi… spesso si fa confusione, i ruoli si incrociano e chi non vive direttamente le dinamiche del network sociale fatica spesso a comprendere realmente chi siamo e cosa facciamo. Quando una persona ti chiede: “Che lavoro fai?” Tu cosa rispondi?
Generalmente rispondo in base al grado di consapevolezza della sfera digitale che penso abbia chi mi sta davanti.
In una scala da 1 a 10, dove 1 rappresenta consapevolezza zero dei ruoli e delle dinamiche della Rete e 10 una completa padronanza delle stesse:
-Tra 8 e 10 specifico il mio ruolo, Web e Social Media Specialist
-Tra 4 e 7 spiego il mio ruolo con semplicità dicendo che aiuto persone, aziende e organizzazioni a promuoversi attraverso la Rete e i Social Network
- Tra 1 e 3 propendo per l'ottimo “Faccio cose su Internet”.

Analizziamo alcuni dei social a nostra disposizione. Iniziamo da Facebook. Spesso mi domando: “Per quanto ancora andrà avanti?” Secondo te la creatura di Palo Alto ha ancora margini di miglioramento oppure sta per raggiungere il fatidico salto dello squalo?
Questa è una domanda che si pongono in tanti, anche perché Facebook al momento è il leader incontrastato dei Social Network ed è in costante crescita, sia economica che numerica. Il punto è che i Social Network, come dice il nome, sono reti sociali e, in quanto tali, sono soggetti a tutti i cambiamenti e le trasformazioni tipiche della società.
Facebook sarà in auge finché riuscirà a rispondere ai bisogni e i desideri delle persone, finché si dimostrerà un ambiente che merita di essere esplorato e vissuto...e potrebbe smettere di esserlo domani o tra 10 anni, dipende da come sa interpretare, applicare o imporre le costanti trasformazioni della società chi lo governa.

Twitter è uno strumento potentissimo, che non sempre si sposa con le strategie di tutti i potenziali clienti. Riuscire a crescere qui però è generalmente più difficile rispetto a Facebook, occorre una gestione più accorta, la capacità di inserirsi nelle giuste discussioni, il dialogo con influencer etc… Tu come ti approcci con Twitter?
A me Twitter piace molto, consente una tipologia di comunicazione e interazione immediata, rapida, concisa e, paradossalmente, è molto più complesso da abitare rispetto a Facebook; necessità di  risposte veloci, attenzione per i trend di discussione, monitoraggio costante, interazione continua, identificazione e approccio corretto con i cosiddetti influencer di settore e così via.
Personalmente e professionalmente lo abito ogni giorno, anche perché mi consente di tenere il polso degli argomenti e delle discussioni del giorno, nonché di creare e mantenere legami con colleghi e esperti di settore.
Capitolo Google Plus. Per alcuni è una comica, per altri (gli integralisti googleliani) è il social del futuro. Le sue potenzialità sono fuori discussione, la sua forza per integrare marketing on e off e Seo è certa. Ma oltre a tutto questo, cosa pensi veramente di G+?
Può piacere o non piacere, ma, strategicamente parlando, le chiacchiere stanno a zero:
Google Plus è il Social Layer di Google, Re incontrastato dei motori di ricerca, non ha senso ignorarlo o remargli contro.
Personalmente mi piace molto il valore aggiunto che dà alla SERP, la fluidità della piattaforma sia da desktop che da mobile (qui Facebook avrebbe solo da imparare), ma anche l'integrazione con tutti i servizi di Google (Google Drive, Gmail, Maps, You Tube, etc).
Ti dico la verità, all'inizio non mi faceva impazzire, ma mi è bastato smettere di concentrarmi sull'albero (Google Plus) e guardare il bosco (tutti i servizi di Google) in modo da rendermi conto che era indispensabile un livello sociale per arricchire l'esperienza con questi servizi di "attributi umani".
Pinterest. Io lo adoro, anche solo per svagarmi ricercando foto e temi che mi appassionano. A mio avviso da solo non può esistere in una strategia social, ma ben integrato con gli altri, soprattutto se si parla di vendere e/o promuovere prodotti ha una grande performanza. Sei d’accordo?
Molto bello Pinterest, conosco donne (Italiane, eh!) che ci passano ore e ore a settimana, semplicemente rilassandosi davanti a immagini che raccontano le loro passioni in fatto di moda, design e cucina.
Gran bel Social Network, è riuscito a unire il trend del visual con la necessità di traghettare gli utenti nei propri spazi (le immagini linkano direttamente alla fonte); per quanto sia molto interessante e di importanza variabile a secondo del settore di cui si fa parte e il target al quale ci si vuole rivolgere, dubito che possa costituire il cardine di una Social Media Strategy ad oggi, per lo meno in Italia.
Si tratta comunque di una risorsa molto importante, soprattutto per settori specifici come il design, la cucina, la fotografia, i viaggi e la moda.

Detto tra noi, alla fine, qual è il tuo social network preferito?
Beh, sia professionalmente e personalmente è Facebook.
Professionalmente perché costituisce il mio core business nell'ambito del Social Media Marketing, personalmente perché è il social network con il quale ho più affinità, che ho visto crescere ed esplodere.

Un post del tuo blog che leggo e rileggo (anche perché mi fa troppo ridere) è quello relativo ai social media manager cialtroni.  Il punto è che in questo momento in Italia non c’è una vera formazione; ragazzi escono con lauree in marketing arretrato, in comunicazione, in pr senza le basi per affrontare questo processo di trasformazione. Quando in Italia questo lavoro sarà valutato come merita?
Il Social Media Marketer è una figura relativamente recente e, come tutti i nuovi mestieri, all'inizio arranca nel vedersi riconosciuto ruolo e importanza che gli spetta; piano piano si stanno affermando corsi di studio che meritano, per ora però c'è una gran confusione in merito.
Cosa deve fare il Social Media Marketer? Passa le giornate su Facebook? Basta un corso di 8 ore tenuto dal signor Boh per fregiarsi del titolo "Social Media Specialist"? Uno che ha studiato informatica, ha le competenze per fare questo lavoro?
Sono domande che mi sento fare ogni giorno e ad oggi non c'è un Ordine dei Social Media Manager che stabilisca quali competenze e esperienze queste figure debbano avere, senza contare l'arretratezza endemica che abbiamo in Italia rispetto alla comunicazione digitale che, di certo, non aiuta.
Probabilmente questo lavoro nel nostro paese verrà valutato come merita quando, da una parte i professionisti di settore riusciranno a dimostrare quanto studio costante c'è dietro a questo mestiere e, dall'altra, le aziende avranno sviluppato una sensibilità proattiva alle opportunità di business che offre il mondo digitale.

E’ uno dei temi del mese… posso chiedere la tua opinione riguardo ad #unamacchinaperrudy? Tu da che parte stai? (sempre se deve esserci una parte da cui stare)
Premetto che conosco e stimo Rudy e il polverone che ha suscitato questa vicenda mi ha fatto morire dal ridere. Non ci ho visto niente di clamoroso, epocale o, peggio, fallimentare, semplicemente l'incontro di due soggetti con esigenze e obiettivi comuni che hanno saputo sfruttare le dinamiche della Rete;
da una parte Rudy a corto di macchina che ha saputo magistralmente trasformare una criticità in opportunità, dall'altra la web agency che segue Smart e che ha visto nella sua richiesta e nella soddisfazione della stessa un'ulteriore possibilità di sviluppo di un piano strategico di ampio respiro.
Punto, basta, fine.
Bene Veronica, siamo alla fine di questo “interrogatorio”. Ti sei fissata degli obiettivi da qui ad un anno?
Ma certo: selezionare e lavorare per "pochi ma buoni clienti" con una spiccata apertura alle possibilità che la Rete offre e la voglia di dimostrare insieme a me cosa possano fare Internet in generale e Social Network in particolare per il business. La sfida è aperta ;)
Ah, ma quando non sei sui social o con un pc acceso, cosa fai?

Leggo, guardo documentari o mi faccio uno Spritz con gli amici (prossimamente ho in mente di aggiungere a queste voci "faccio sport". Giuro, mi ci sto mentalmente impegnando :D)

#GrazieVeronica!